Laura Pausini: non mi sopporto più - si ferma per 2 anniSi dice stanca dello stress, di una vita dai ritmi alti, la celebre cantante Laura Pausini, che ha deciso di "appendere il microfono al chiodo" per 2 anni.
Lo afferma in un'intervista ai giornalisti:
Lo stress
«Come stai?», è la prima domanda che le viene rivolta. «Adesso bene, ho ancora un po' di tosse e ho avuto la febbre altissima ma sto meglio. Non ho avuto la H1N1 eh. Sono stata in tutti i posti più pericolosi per il contagio, Messico, Brasile, Argentina, e poi ho preso una banale influenza in Italia. Si vede che sono arrivata stanca, perché questo tour l'ho vissuto in maniera passionale, è stato così tanto voluto che certe volte a sentire certe domande mi arrabbiavo proprio».
Le domande imbarazzanti
«Quando vado all'estero per cantare mi chiedono sempre dei gossip sessuali sui nostri politici. Cosa che mi imbarazza moltissimo. Purtroppo stiamo esportando l'immagine dell'italiano furbetto e voglione. Ci sono in giro, nei Paesi dove vado in tour, solo foto di Noemi e della D’Addario. Io cerco di far capire che non tutti gli italiani sono così, ma è fastidioso. Preferirei si parlasse di più della ricerca sulle cellule staminali o della fuga di cervelli, che è drammatica. Ho incontrato a New York un ragazzo italiano, un giovane scienziato… Non diamo possibilità ai giovani che si fanno il culo, ma solo a chi fa marchette. E questo è sbagliatissimo».
Due anni lontana dalle scene, a pagare bollette
«Viaggio da quando ho 18 anni e molte cose della vita pratica non le ho mai fatte. Tipo pagare una bolletta o aprire un conto in banca. Non sono mai stata nella stessa casa per più di un mese, per esempio». Ti piacerà stare ferma? Come farai tu che sei un'iperattiva, iperproduttiva? «No, credo che non mi piacerà e che mi annoierò, ma lo devo fare. Finora è stato tutto lustrini. Sono impaurita dal fatto che in 16 anni di carriera mi sia sempre andata bene».
La fatidica domanda: sei incinta?
«No, sono 10 anni che vi dico che vorrei tanto avere un figlio. Se non ci sono riuscita ci sarà un motivo ma non voglio scendere in dettaglio, sono cose personali. Le mie colleghe (Giorgia, Elisa) dimostrano che non c'è bisogno di smettere di lavorare oggi per avere un bimbo. Mi prendo una pausa del lavoro per crescere, prima di tutto per imparare a essere una buona figlia, perché non lo sono stata».
Il lutto
«La notte che ho cantato a Mantova è morto il mio migliore amico. E mentre cantavo sapevo che stava morendo e mi chiedevo "che cazzo fai qui? Vai a casa Laura" ora sento questa voce in tante cose. L'equilibrio e la serenità che cerco non sono un viaggio verso un concerto ma verso altro. Un viaggio che faccio per me».
«Non mi sopporto più» e le cene di Facebook
Sai già dove abiterai? Milano, Roma, la Romagna… «Ancora non lo so di preciso, ma credo che farò base in Romagna. Quello che mi manca non è lo shopping di Milano o il museo di Roma. Mi manca andare in bicicletta nei campi, fare la spesa in un posto dove non c'è caos. Mi mancano i tempi lenti. È la prima volta che non devo lavorare a un disco nuovo, che non ho scadenze, magari questo invece mi renderà più creativa ancora. In effetti ho già 4 canzoni pronte… Ma ora voglio fare le cene su Facebook con i miei ex compagni di classe. Ho bisogno di una pausa perché non mi sopporto più».
L’amore per Paolo, ostacolato
«Uno degli inediti si intitola "Non solo lei", racconta dell'evoluzione delle persone, di una donna che cambia e diventa più sicura di sé. I miei fan e i miei collaboratori mi dicono sempre "Non cambiare mai". Io ne capisco il senso, ma ora sono alla ricerca di un nuovo coraggio. "Casomai" invece è una canzone molto privata. Quando mi sono fidanzata con Paolo (separato, con figli, ndr) tutti mi dicevano che non era la persona giusta per me, che stavo commettendo un errore, che essendo produttore, oltre che musicista, avrebbe approfittato di me. Sono 4 anni che stiamo insieme e sono felice. Prima ero plagiabile, ora mi confronto. Faccio le mie scelte da sola, in piena autonomia. Poi certo ci confrontiamo, come ogni coppia. Siccome lui è uno del mestiere, se non mi volesse così bene non mi avrebbe appoggiata in questa scelta di stare ferma due anni».
Il sassolino nella scarpa
Il 21 giugno Laura ha organizzato a Milano un concerto con tutte le donne della canzone italiana per aiutare i terremotati: "Amiche per l’Abruzzo". Il prossimo anno – ci svela – nella stessa data uscirà il dvd di quella giornata speciale. «Qualche giornale ha scritto che non lo abbiamo fatto uscire ora perché tutte preferivamo promuovere il nostro disco. È una cattiveria che mi ha molto ferita. Abbiamo raccolto 1 milione e 200mila euro e vorrei raccogliere altri soldi a giugno con la vendita del dvd, che uscirà apposta in quel periodo in modo da avere più visibilità perché sotto Natale ci sono troppi dischi nuovi e perché vorrei che i soldi continuassero ad arrivare a chi ha bisogno, anche a distanza di tempo».
Via - Libero